Disinfestazione da ratti e topi

Un singolo topo mangia dai 12 ai 28 kg. all’anno di alimenti e ne altera circa 150 kg. inquinandoli. I topi sono in grado di trasmettere malattie quali salmonella, leptospirosi, dermatofitosi, colera, tubercolosi, tifo, virus, batteri, funghi e alto. Possono danneggiare gli impianti elettrici, telefonici, danneggiare le coibentazioni, i materiali cartacei, plastici, tessuti ecc.. degradando in breve qualsiasi ambiente. Teniamo presente che una coppia di topi, in tre anni, può riprodursi fini a raggiungere tre milioni di unità.

Le varietà di topi sono diverse, di seguito vi indichiamo i tipi di topi esistenti:

• Topi campagnoli, tra cui il “topo campagnolo comune” o “arvicola campestre” (Microtus arvalis) e l’”arvicola di Savi” (Microtus savii): il trattamento deve tener conto delle abitudini ipogee di questi roditori, che scavano gallerie superficiali.

• Topi selvatici in genere, capaci di adattarsi ad ambienti naturali o antropizzati e ai magazzini.

• Topo comune o “topo domestico”: per le piccole dimensioni, la capacità di passare in fori ancora più piccoli, la grande agilità può colonizzare ogni angolo della casa. Hanno inoltre una notevole resistenza alle sostanze rodenticide.

• Ratto comune o “ratto nero dei tetti”, colonizza invece di preferenza le strutture elevate. La lotta prevede un attento monitoraggio e consiste nell’opportuna collocazione delle esche più indicate (a cui in alcuni casi preceduta da una preventiva pasturazione con esche non attive) e nella realizzazione di sigillature e sbarramenti con l’eliminazione delle aree di rifugio. L’intervento di bonifica dovrebbe essere sempre seguito da una fase di manutenzione e controllo.

• Ratto marrone, o “surmolotto” o “ratto delle chiaviche”, preferisce colonizzare le zone sotterranee, collegate alla rete idrica o fognante.

Eliminazione di infestazioni di topi o ratti

L’eradicazione avviene con l’installazione di contenitori per esca topicida contenenti esche specifiche che non siano dannose per l’uomo o altri animali, o esca fresca nelle zone non a rischio. La lotta prevede inoltre un attenta ispezione e monitoraggio per verificare il consumo dell’esca topicida. Dopo l’eradicazione potranno essere inseriti sbarramenti in grado di fermare gli animali, che sono in grado di aprirsi il passaggio anche attraverso cemento.